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Sentinel, gli occhiali AR che vegliano sui ciclisti senior

Sentinel visore AI per ciclisti (project concept)
Georgia Institute of Technology, School of Industrial Design

Sentinel: uno sguardo in più per i ciclisti senior

C’è un dato che raramente compare nelle campagne sulla sicurezza in bicicletta, ed è controintuitivo: non sono i ciclisti più giovani e spericolati i più esposti al rischio di morte su strada, ma quelli tra i 55 e i 64 anni. Negli Stati Uniti, secondo i dati più recenti della National Highway Traffic Safety Administration, questa fascia d’età registra i tassi di mortalità più alti tra tutti i ciclisti, e uno studio del centro SafeTREC dell’Università di Berkeley conferma che i ciclisti tra 55 e 64 anni rappresentano da soli quasi un quarto delle vittime totali sulla strada. Anche in Europa il tema è tutt’altro che marginale: secondo l’ultimo report dell’European Transport Safety Council, nel 2024 sono morti 1.926 ciclisti sulle strade dell’Unione Europea (il 10% di tutte le vittime della strada), e con i ciclisti anziani, in particolare gli over 80, esposti a un rischio di mortalità in crescita sproporzionata rispetto al resto della popolazione. Tra le cause più ricorrenti, gli scontri da dietro: circa il 40% delle collisioni tra bici e veicoli avviene dal punto cieco che nessuno specchietto retrovisore riesce davvero a coprire.

È da qui, da un problema concreto, misurabile, e finora poco attenzionato, che si muove Sentinel, un progetto di design nato tra i banchi della School of Industrial Design del Georgia Institute of Technology, ad Atlanta. Firmato da cinque studenti del corso Industrial Design and Engineering Studio, il progetto è stato presentato nella rassegna Dezeen School Shows 2026 dedicata ai lavori delle migliori scuole di design del mondo.

Un dispositivo, due bisogni

Sentinel è un visore a realtà aumentata pensato specificamente per ciclisti su strada dai 55 anni in su. La scelta di questo target non è un dettaglio di marketing: è la premessa progettuale dell’intero device. Gli studenti descrivono Sentinel come una risposta a due esigenze che, nella loro ricerca, sono emerse come strettamente intrecciate: la sicurezza percepita e reale in strada, e il senso di comunità che per molti ciclisti senior è parte integrante del piacere di pedalare. Il sistema è pensato per rilevare pericoli sia visibili che fuori dal campo visivo del ciclista, quindi anche ciò che arriva da dietro o dai lati, la zona più critica secondo le statistiche citate sopra Inoltre, segnala la presenza di altri ciclisti nelle vicinanze. Le informazioni vengono comunicate al rider senza interferire con la visione diretta della strada: un’attenzione non scontata, se si pensa a quanti dispositivi indossabili per lo sport finiscono per aggiungere distrazione anziché toglierla. È lo stesso principio alla base di molti radar posteriori già in commercio per il ciclismo. In quei casi però si tratta di dispositivi che usano tecnologie come il radar mmWave per rilevare veicoli in avvicinamento da dietro e restituire un avviso tramite luci o vibrazioni. Sentinel si muove nello stesso solco tecnologico, ma lo porta un passo oltre: non un accessorio per lo specchietto, ma un layer informativo integrato nel campo visivo, e non solo per segnalare un’automobile, bensì per costruire – come affermano i suoi progettisti –  “la sensazione di pedalare insieme in sicurezza”.

Il design come atto di cura

È qui che Sentinel si distingue dalla maggior parte dei device di sicurezza per ciclisti: non si limita a proteggere, cerca di far sentire meno soli. Per una fascia d’età spesso descritta come più cauta, più attenta ma anche più isolata sulla strada rispetto ai gruppi di ciclisti più giovani, la componente di “community-connection” non è un accessorio ma il cuore emotivo del progetto: sapere che c’è qualcun altro nei paraggi, vederlo comparire nel proprio campo visivo, restituisce a una pedalata solitaria la sensazione di un’uscita di gruppo. In questo senso, Sentinel è un promemoria di cosa dovrebbe essere, sempre, un buon progetto di design: non la somma di funzioni tecniche, ma la traduzione in oggetto di un bisogno umano preciso: in questo caso, invecchiare pedalando senza rinunciare né alla sicurezza né alla socialità. Il fatto che il target dichiarato sia “avid senior road cyclists”, cioè persone che continuano a scegliere la bicicletta con passione anche superati i 55 anni (che, inoltre, è ormai difficile definire “età anziana” in senso stretto), dice molto della sensibilità del gruppo di progettazione: Sentinel non parla a chi ha paura della strada, ma a chi la strada la ama ancora e vuole continuare a percorrerla con più serenità.

Sentinel è, allo stato attuale, ancora soltanto un progetto di concept design sviluppato in ambito accademico e non un prodotto commerciale con specifiche tecniche pubblicate o test su strada documentati. Non conosciamo, dalle informazioni disponibili, i dettagli implementativi del sistema di rilevamento (che sensori, quale portata, quale autonomia), né se e quando il progetto arriverà a una fase di prototipazione fisica testabile. È, in altre parole, esattamente il tipo di lavoro che una scuola di industrial design dovrebbe produrre: una proposta che identifica un problema reale con rigore – i dati sulla sicurezza dei ciclisti senior – e gli dà una forma plausibile, lasciando alla fase successiva il compito di trasformarla in ingegneria.

Perché un progetto come questo parla anche di Maker Faire Rome

Un progetto come Sentinel trova naturalmente casa in un racconto legato a Maker Faire Rome, e ci piace condividerlo proprio perché la manifestazione, edizione dopo edizione, ha sempre messo sullo stesso piano soluzioni ad alto contenuto tecnologico e interventi low-tech, purché entrambi rispondessero a un problema reale – in questo caso, di sicurezza, sport e qualità della vita. Che si tratti di protesi stampate in 3D, di sistemi di monitoraggio ambientale, o di piccoli accorgimenti meccanici che rendono uno sport più accessibile a chi lo pratica da una vita, Maker Faire Rome ha sempre monitorato con attenzione le proposte e gli input dal mondo del design. Sentinel appartiene a questa stessa famiglia di progetti: parte da un dato demografico scomodo, non insegue l’iperbole dell’ennesimo gadget “smart”, e prova a rispondere con lucidità a una domanda molto semplice: come si fa a restare ciclisti, in sicurezza e in compagnia, anche quando gli anni passano ma non spengono la passione. Una domanda piccola, quasi silenziosa, ma comune a tanti. Esattamente il tipo di domanda da cui, spesso, nasce il design migliore, quello che presentiamo anche in Fiera ogni anno.

Fonti: Dezeen School Show I Georgia Institute of Technology, School of Industrial Design
Immagine di copertina: Georgia Institute of Technology, School of Industrial Design
Barbara Marcotulli

Maker Faire Rome - The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l'innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, imprese che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all'estero.

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