Droni, il mercato italiano torna in crescita

Una ricerca dell’Osservatorio Droni di PoliMi segnala un interessante recupero nel 2021 e ottime prospettive per il 2022

 

Dopo la frenata provocata dalla pandemia nel 2020, lo scorso anno è stato un anno di ripartenza per il settore dei droni. Le esigenze di distanziamento sociale, di monitoraggio e di consegne rapide ed efficienti hanno mostrato in modo chiaro le potenzialità del mercato. Ne avevamo parlato ampiamente anche noi di Maker Faire Rome nei mesi scorsi, qui.

La ricerca

Interessantissimi i risultati della ricerca curata da l’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano, presentata lo scorso 8 febbraio.

Nel 2021 il mercato professionale dei droni in Italia ha raggiunto il valore di 94 milioni di euro, +29% rispetto al 2020, che però non è stato sufficiente a tornare ai livelli pre-pandemia (117 milioni di euro nel 2019).

Le imprese attive nel settore droni a livello nazionale oggi sono 713, con 45 chiusure nel 2021 (111 se si considera il periodo 2018-2021), a indicare l’evoluzione in atto nel comparto.

Il mercato ha iniziato ad articolarsi in due segmenti distinti. Quello operativo, costituito da droni medio/piccoli in grado di svolgere attività a valore aggiunto per i settori più tradizionali, al momento è l’unico che genera ricavi. L’altro è l’Advanced Air Mobility, droni mediamente più grandi in grado di effettuare trasporti di beni e persone, ancora agli albori ma di grande prospettiva, su cui oggi si contano 21 progetti (sperimentati o solamente annunciati) in Italia, apripista in Europa con il Piano Strategico Nazionale 2021-2030 per lo sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata dell’Enac.

Un mercato diviso

Emerge dalla ricerca anche come il mercato abbia iniziato ad articolarsi in due segmenti distinti. Quello “operativo”, costituito da droni medio/piccoli in grado di svolgere attività a valore aggiunto per i settori più tradizionali, al momento è l’unico settore del mercato dei droni che genera fatturato e in Italia vale 94 milioni di euro nel 2021 con una crescita del 29% rispetto al 2020, Composto soprattutto di piccole imprese, l’81% ha meno di 10 dipendenti, nate in anni recenti (il 50% è nato dopo il 2014), focalizzate sul ruolo di operatore (l’85% degli attori del mercato svolge in prevalenza questa attività) e concentrate prevalentemente nel nord Italia (52%). Questo mercato ha già raggiunto un buon livello di efficienza ed efficacia, ma conserva ancora ampi margini di miglioramento dal punto di vista tecnico e funzionale. 

L’altro segmento è l’“Advanced Air Mobility”, droni più grandi in grado di effettuare trasporti di beni e persone, ancora agli albori ma di grande prospettiva, su cui oggi si contano 21 progetti (sperimentati o solamente annunciati) in Italia, apripista in Europa con il Piano Strategico Nazionale 2021-2030 per lo sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata dell’Enac. I casi applicativi di droni totali censiti dall’Osservatorio a livello mondiale sono 755 tra il 2019 e il 2021, di cui quasi il 42% realizzati nell’ultimo anno. Dopo la riduzione del 20% registrata nel 2020, nel 2021 le applicazioni sono ricominciate a crescere superando anche il valore del 2019 (erano 245).

foto: Geralt via Pixabay

La percezione del pubblico

Sempre secondo la ricerca dell’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano, l’80% degli italiani reputa utile un servizio di trasporto merci con droni per ridurre il traffico cittadino (43%) o migliorare i servizi offerti ai cittadini e ridurre i tempi di consegna (entrambi al 36%).

Nove italiani su dieci valutano utile un servizio di consegna di materiale medico (farmaci, dispositivi medici, organi, sangue) a testimonianza di quanto l’oggetto del trasporto possa fortemente impattare l’accettazione sociale del servizio.

Gli utenti sono meno entusiasti rispetto al trasporto di persone: solo il 57% della popolazione ne vede l’utilità. Sul fronte dell’utilizzo il 34% dei cittadini afferma di essere più propenso a utilizzare un’automobile a guida autonoma rispetto a un drone senza pilota a bordo, che sarebbe la prima scelta solamente per il 7%, un cittadino su 4 reputa indifferente l’utilizzo dei due mezzi, mentre il restante 35% non si sente sicuro nell’utilizzo di nessuno dei due. Si tratta però di un tema sul quale l’attenzione, anche da parte dei governi, resta altissima.

foto: courtesy of Ehang

I settori di maggior potenziale

A livello di settori, ai primi posti la Pubblica Amministrazione (42%) che sta registrando da dopo la pandemia una forte impennata di casi, la salvaguardia ambientale (17% dei casi censiti), utility (9%).

Il trasporto di merci e persone – appresentato dal segmento costituito da droni grandi, fino a centinaia di kg, in grado di effettuare trasporti di beni e persone – sta attirando un forte interesse da parte dell’opinione pubblica (non sempre entusiasta) e dei governi (decisamente più ottimisti). I casi applicativi censiti a livello mondiale dall’Osservatorio sono 205 tra il 2019 e il 2021, di cui il 93% riguarda il trasporto di merci con droni e il restante 7% il trasporto di persone. La nazione che registra un numero maggiore di casi sono gli Stati Uniti con 57 applicazioni, seguita dall’Italia che ne conta ben 21, l’Australia con 9 e la Cina con 8.

L’Italia, tra le nazioni europee, si sta muovendo da apripista sul tema, con Enac che ha pubblicato il 30 settembre scorso il Piano Strategico Nazionale 2021-2030 per lo sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata in Italia.

Il trasporto di carichi pesanti potrebbe arrivare a maturità prima del mercato del trasporto di persone, che impone requisiti di sicurezza più stringenti. Nel trasporto persone, sono solo 15 i casi censiti a livello mondiale, che si ripartiscono quasi equamente tra sperimentazioni e semplici annunci.

foto: Walmart

Opportunità, ma anche ostacoli e resistenze

Il pieno sviluppo e la diffusione di soluzioni di questo tipo – dedicate ai trasporti pesanti, di persone o cose –  deve affrontare anche diverse sfide di carattere normativo, di accettazione sociale e di sviluppo di infrastrutture. Resistenze culturali e ritardi normativi sono due problemi importanti, che Enac e tutti gli altri operatori si trovano a dover gestire con lo stesso impegno dei progetti sperimentali nei quali sono impegnati. D’altro canto, la spinta da parte delle imprese è comunque forte – ben il 63% è estremamente interessato allo sviluppo di questi sistemi; è sicuramente un incentivo a proseguire nello sviluppo di soluzioni che sappiano tenere insieme esigenze e posizioni di tutti.

Nel l’85% delle imprese italiane coinvolte nel sondaggio dell’Osservatorio Droni prevede un mercato in forte crescita entro i prossimi 3 anni, contro l’80% del 2020 e il 71% del 2019 – ha affermato al Corriere della Sera Cristina Rossi Lamastra, responsabile scientifica dell’Osservatorio Droni -. Uno dei principali nodi da scogliere per lo sviluppo del mercato però resta la normativa, indicata come significativo vincolo dall’81% dei rispondenti». Il 41% ritiene che il Regolamento europeo Droni stia già dando un forte impulso al mercato (contro il 32% delle imprese più scettico). Quello che sembra mancare è la sua piena applicabilità, ritenuta un forte freno dal 64% dei rispondenti. La crescita del settore, soprattutto nel segmento operativo, deve passare dal processo di innovazione e le imprese stanno investendo soprattutto sull’efficientamento dei processi e dell’organizzazione aziendale (55%), sul marketing e le vendite (43%). Meno sullo sviluppo di hardware (30%) o software (26%). Il 69% delle imprese investe infatti meno del 30% della spesa in Ricerca e Sviluppo nel business dei droni. Tale percentuale non è sufficiente per portare reale innovazione sul fronte tecnico e tecnologico.

fonti: Quotidiano.net I Corriere della Sera I Osservatorio Droni PoliMi

immagine di copertina: Pixabay


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