Sara Pieri, romana: un’ italiana alla prima università al mondo di Intelligenza Artificiale

Sara Pieri, romana, è  l’unica italiana tra i 137 studenti ammessi alla prima università al mondo di Intelligenza Artificiale

 

Sara Pieri, romana, è l’unica italiana selezionata per i nuovi corsi di laurea della prima università al mondo di Intelligenza Artificiale

A 24 anni Sara, dopo essersi lasciata alle spalle «la bolla romana», famiglia amici Sapienza, vive in uno dei quartieri più moderni della capitale degli Emirati Arabi e insieme al suo team sta partecipando a una gara che vale tre milioni di dollari.

Si chiama Maritime Grand Challenge, tra i concorrenti, per avere un’idea, ci sono MIT ed esercito Usa. «Lo scopo del progetto è la videosorveglianza in mare con i droni. Grazie a braccia meccaniche e un sistema di riconoscimento guidato dall’Intelligenza artificiale bisogna recuperare determinati oggetti senza alcun intervento umano».

La prima Università al mondo con questa specializzazione

Gli Emirati ambiscono a diventare nei prossimi 10 anni una potenza internazionale nello sviluppo dell’Intelligenza artificiale e hanno fondato la MBZUAI, l’Università che porta il nome della famiglia regnante.

L’università si sviluppa in tre programmi: machine learning, computer visual – che è quella che ha scelto Sara Pieri – e natural language processing. E ha attirato i migliori professori al mondo in questi ambiti.

La conferenza stampa di presentazione dell’Università AI di Abu Dhabi I Foto: ItalyExpo2020

Da Roma al mondo

Sara Pieri ha studiato al liceo Tasso di Roma e poi ha conseguito all’università Sapienza la laurea triennale in Ingegneria informatica. Ha quindi frequentato un Master in Intelligenza artificiale. Voleva però uscire dalla propria comfort zone e conoscere università internazionali, aprire i suoi orizzonti. Così ha preso contatti con la Mohamed bin Zayed University of Artificial Intelligenze, la MBZUAI, un’università nascente che esisteva da meno di un anno e ne ha affrontato le selezioni. Sono state molto competitive.

Sara Pieri

Il campus di Masdar City

Sara Pieri, come gli altri studenti della Mohamed bin Zayed University of AI vive in un quartiere molto particolare, una specie di città del futuro studiata per essere sostenibile, tra pannelli solari e bus a guida autonoma. Si chiama Masdar City. 

Masdar City è una città pianificata ed eco-sostenibile che rappresenta un modello di riferimento per la costruzione delle architetture sostenibili urbane del futuro. Il distretto di Masdar può essere considerato alla stregua di un laboratorio umano dove c’è la possibilità di sperimentare soluzioni tecnologiche affinché si possa verificare il loro grado di utilità ed affidabilità, anche per altre realtà.

Progettata dallo studio di architettura inglese Foster and Partners, Masdar City è guidata dalla società Abu Dhabi Future Energy Company e presieduta dallo sceicco Mohammad Bin Zayed Al Nahyan. Il progetto ha completato la prima fase nel 2016 e nel 2017 ha iniziato la seconda.
La sostenibilità è stata, fin dall’inizio, il motore trainante del progetto. Si punta al solo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile, in particolar modo nel settore edilizio. Le strutture, infatti, sono realizzate con cemento a basso tenore di carbonio, utilizzando alluminio ricavato per il 90% da fonti riciclate per ridurre il consumo di energia ed acqua di almeno il 40%.
 
Un rendering di Masdar City I Foto: Ingenio
Masdar è orientata secondo gli assi nord–est e sud–ovest in modo da consentire lo sfruttamento della ventilazione naturale per raffrescare in maniera bioclimatica il clima caldo–arido del deserto e garantire il massimo ombreggiamento delle facciate. La città è inoltre cerca di fondere i principi tradizionali di pianificazione delle città arabe, attenti al risparmio energetico e al rapporto sostenibile con il territorio, con le tecnologie più all’avanguardia sul tema della sostenibilità ambientale.
 

Oltre alla sostenibilità ci sono tre aspetti fondati che caratterizzano questo progetto. L’identità risalta subito all’occhio, in quanto il progetto si ispira alla cultura locale e al paesaggio naturale degli Emirati Arabi. Un altro aspetto da sottolineare è la pedonabilità: la mobilità sostenibile è tra i principali obiettivi che si vogliono perseguire nello sviluppo di Masdar City, prediligendo percorsi pedonali, immersi nel verde, soprattutto per rendere più sopportabili le alte temperature tipiche della zona. Non è prevista, dunque, la presenza di automobili ad alimentazione tradizionale.  Per i percorsi più lunghi, l’ingegnere italiano Luca Guala ha ideato il personal rapid transit. Si tratta di una serie di veicoli individuali senza conducente e ad alimentazione elettrica. La loro funzionalità ricorda quella dei taxi, in quanto una volta nell’abitacolo basterà digitare la destinazione desiderata per usufruire del servizio.

Ed infine, la replicabilità è l’ultimo pilastro portante del progetto in quanto tutte le strategie previste sul fronte della mobilità e della sostenibilità faranno di Masdar City un modello replicabile in tutta la regione ed in altre parti del mondo.

L’AI è una materia per ragazze

Come ogni altra, del resto, se le ragazze intendono studiarla. Alla Mohamed bin Zayed University of AI, in ogni caso, la percentuale di donne iscritte è di circa il 40%.

Female scientist head with long hair thinking about complex science knowledge vector illustration. International Day of Women and Girls in Science poster background.
Immagine: Adepp

L’università spinge molto sull’empowerment femminile e sulla leadership; nonostante la visione della donna in questo Paese sia ancora molto legata alla religione, questo non frena in alcun modo la piena inclusione rispetto allo studio delle materie STEM”, segnala ancora Sara Pieri che, in una recente intervista al Messaggero, prosegue “negli studi STEM – scienze tecnologia matematica e ingegneria – e nell’ambito dell’Intelligenza artificiale esiste ancora un gap di genere che per essere colmato avrebbe bisogno di più occasioni di promozione, soprattutto tra le ragazze. Non occorre una super intelligenza o talenti particolari, basta essere determinate. Anche avere dei riferimenti e degli esempi può aiutare. E nell’intelligenza artificiale c’è bisogno di una maggiore rappresentazione femminile anche a livello dei dati. C’erano algoritmi che avevano difficoltà nel riconoscimento del parlato di donne, essenzialmente per un problema di dati».

STEM e inclusione anche a Maker Faire Rome

Fin dalla sua prima edizione, anche Maker Faire Rome si impegna affinché l’educazione STEM sia accessibile a tutti, senza alcune preclusione di genere, e per colmare proprio quel gap culturale che spesso impedisce alle bambine e alle ragazze di accedere allo studio di queste materie.

A Maker Faire Rome la rappresentanza di genere è garantita, ed è caldeggiata anche presso tutti gli espositori e i partner della manifestazione. L’innovazione a Maker Faire Rome è fatta da tutti, per tutti, di tutti.

fonte: Il Messaggero I Minnovo I Masdar City

immagine di copertina: Masdar City


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