3D Aerospazio, il progetto che permette ai malati di SLA di esplorare il mondo esterno

il software consente ai malati di SLA di manovrare un puntatore oculare da remoto

È un progetto che unisce tecnologia e sostegno alla disabilità quello proposto dalla startup sarda 3D Aerospazio, che ha come obiettivo quello di regalare ai malati di SLA l’opportunità di vedere con i propri occhi posti incredibilmente lontani, come il Grand Canyon, la Senna e altre meraviglie in giro per il mondo. Come? Grazie all’utilizzo di un drone che gli stessi pazienti potranno controllare da remoto, semplicemente guardando lo schermo di un computer.

(Foto: Wikimedia / TheSachuHopes)

L’innovazione non riguarda tanto il drone, quanto il software in grado di manovrarlo da remoto: grazie ad un puntatore oculare, il malato dovrà semplicemente indirizzare il proprio sguardo su un monitor, soffermandosi per qualche secondo sulle frecce direzionali visibili sullo schermo. 

Il primo test è stato effettuato in Sardegna, dove il giovane Paolo Palumbo (21 anni), affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica, ha potuto “pilotare con lo sguardo” un drone che si trovava a 100 Km di distanza. 

(Foto: Facebook / Paolo Palumbo – Finalmente Abili)

Il progetto nasce per regalare ai pazienti l’opportunità di creare un contatto con il mondo esterno. Antonio Depau, uno dei soci della startup, ammette che sarebbe bellissimo permettere ad un malato di viaggiare con gli occhi in una località che si trova dall’altra parte del mondo.

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