I Makers, professionisti della fabbricazione digitale italiana in prima linea nella lotta al Covid-19

“Makers gonna make”, “i makers lo faranno insieme, uniti contro il Covid-19”.

La traduzione italiana di questo motto non rende forse davvero giustizia alla volontà e alla determinazione di quanti, in queste settimane, stanno mettendo ingegno e impegno nella progettazione di soluzioni efficaci e immediate per supportare medici e operatori in prima linea nella lotta al Coronavirus.

 

Covid-19 makers

 

 

Il mondo sembra aver (ri)scoperto i makers e avere, finalmente, abbandonato l’idea che si tratti di hobbisti o “nerd da garage”, appassionati cultori di elettronica e fabbricazione digitale per passione prima che per professione. Il mondo si e’ accorto che ingegno, pensiero laterale e velocità di esecuzione non appartengono a quello cui siamo tradizionalmente abituati e anche che, per fortuna, sono invece caratteristiche distintive di questi innovatori.

In queste settimane, stiamo raccogliendo le storie e i progetti di molti di loro. Ci troviamo ad inseguirli sui diversi canali social, in orari improbabili perchè stanno dedicando tutto il loro tempo alla lotta al COVID19.

Quarantena, infatti, per loro sta significando mettere da parte la famiglia e le proprie attività per dedicarsi giorno e notte – letteralmente – allo sviluppo e al test di progetti

Alcuni makers protagonisti di questa staffetta per contenere il Covid-19

Antonio Grillo a Napoli, Gabriele Carloni a Bologna, Francesco Soncini di 3DPR a Parma, Antonio Alliva e Carlo Mariella di 3DItaly a RomaAmleto Picerno a Salerno, Paolo Mirabelli a Cosenza, Andrea Danielli a Milano  sono soltanto alcuni dei molti che si sono attivati.

Vogliamo che li conosciate, che sappiate di quale meraviglioso tessuto e’ fatta l’imprenditoria italiana e quali eccellenze dell’innovazione lavorano dietro le quinte, dai loro laboratori, per aiutare una collettività intera.

Una delle cose più belle che sta accadendo in questi giorni terribili, in tantissime città italiane, è la voglia di contribuire e dare un aiuto concreto a superare questa fase di grande emergenza sanitaria. E noi proviamo a fare la nostra parte”, dichiara Amleto Picerno, founder di Medaarch, splendida realtà nel cuore di Cava dei Tirreni: il primo Centro per l’Artigianato Digitale (CAD) d’Italia.  “La nostra azienda è ora tutta impegnata a produrre valvole per respiratori. E grazie alla stampa laser riusciamo a produrre 1.000 mascherine al giorno”

Amleto Picerno Ceraso
Amleto Picerno Ceraso

Il CAD è un hub formativo e tecnologico, pensato per aiutare artigiani e aziende a innovarsi attraverso il digitale e le nuove tecnologie. Un centro di innovazione che collabora ormai da anni con Maker Faire Rome, consolidata piattaforma dove la scienza  incontra  l’innovazione che viene dal basso e che, oggi più che mai, rappresenta un punto di riferimento importante per moltissimi maker che vogliono offrire il loro contributo per aiutare medici, infermieri e forze dell’ordine impegnati in prima linea nell’emergenza Covid19.

Covid-19 makers

In queste ore, al Centro per l’Artigianato Digitale (CAD), messa da parte l’attività abituale, si sta lavorando per produrre valvole per respiratori e mascherine anti-contagio da consegnare al Comune di Cava de’ Tirreni che, a sua volta – e dopo opportuna certificazione – distribuirà gratuitamente alle strutture sanitarie, alla Protezione civile, ai vigili urbani e agli operatori della Croce Rossa.

Nello specifico, il CAD sta lavorando su due fronti: quello della ricerca e quello della produzione e realizzazione.

“Da da un lato – spiega Amleto Picierno – d’intesa con il Comune di Cava de’ Tirreni, stiamo progettando e producendo nuovi dispositivi, quali mascherine anti-contagio e valvole Charlotte, ovvero quelle che vanno applicate sopra le maschere da sub, da adattare poi ai macchinari di respirazione artificiale in dotazione negli ospedali e, dall’altro lato, stiamo sviluppando un’attività di ricerca. Quello che stiamo portando avanti, ci tengo a dirlo, è un lavoro di squadra che è possibile realizzare anche grazie alla fornitura di materiali che ci vengono donati da diverse aziende del territorio”.

Emergenza nell’emergenza è quella della carenza di mascherine. Cosa state  facendo come makers su questo fronte?

“Stiamo sperimentando la possibilità di utilizzare nuovi materiali biologici come sistema di filtraggio da apporre all’interno delle mascherine anti-contagio. E stiamo anche cercando di dare forma ai dispositivi di prevenzione attraverso un design semplice che possa adattarsi al volto umano grazie alla realizzazione di modelli che permettano a tali dispositivi di prenderne la forma una volta indossati. Grazie alla stampa laser, più veloce di quella 3D, riusciamo a produrre mille mascherine al giorno.

Stiamo, inoltre, collaborando attivamente con i nostri ricercatori per la progettazione di nuovi dispositivi utili per aiutare i pazienti a respirare”.

In questo momento al Centro per l’Artigianato Digitale stanno arrivando decine di progetti interessanti da maker italiani e non e da innovatori del territorio, che chiedono di poterli prototipare e testare. “Siamo felici – conclude Picerno – di poter fare la nostra piccola parte in questa lotta contro il tempo che affrontiamo con fiducia nel futuro, che poi è il vero segreto degli innovatori.

 

Covid-19 makers Paolo Mirabelli

Da Cosenza, gli fa eco Paolo Mirabelli (Graphid3a): “Stiamo realizzando in 3D maschere protettive per il personale sanitario. Cerchiamo di farle più leggere e ancora più sicure. Al momento siamo in contatto con gli ospedali di Napoli, Cosenza e Salerno”.

“Io, con la collaborazione di molti, sto lavorando incessantemente su due progetti: realizzare una maschera protettiva per i medici utilizzando un filtro particolare che è usato nei reparti di anestesia e che è disponibile in quantità massicce, un dispositivo che copre tutto il viso ed è più comodo da indossare di quelli che si usano abitualmente. E, parallelamente, su una visiera da apporre davanti alla maschera facciale che stiamo cercando di realizzare in modo che la protezione sia massima e la visibilità ottima”.

Anche Paolo Mirabelli è uno dei più attivi makers italiani. Nel 2012 ha avviato Graphid3a i TecnoArtigiani, da cui è nata DroniLab Srls, che si occupa di produrre ed utilizzare Droni, Rover, etc. Nel 2014 ha aperto, assieme ad altri sognatori come lui, il primo CoWorking in provincia di Cosenza, il Pro-Working CS e attualmente riveste la carica di presidente di CoderDojo Cosenza. E’ tra gli iniziatori di 3DPrint COVID19, gruppo nato per coordinare al meglio gli interventi della comunità maker durante l’emergenza.

Mirabelli collabora da anni con Maker Faire Rome: una relazione di continuo scambio reciproco che, negli anni, ha alimentato progetti di grande valore sia di business che formativo.

Da Cosenza si lavora senza sosta, senza orari, insieme ad altri makers, ad atenei come il Politecnico di Milano, con il dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università della Calabria e in collegamento, via skype e WhatsApp, con il personale sanitario degli ospedali di Cosenza, Napoli e Salerno.

 

Covid-19 makers

“A oggi – continua Mirabelli – dopo giorni e notte passate in videoconferenza, dopo ore e ore passate sulla progettazione stiamo stampando, in 3D i primi prototipi, che poi dovranno essere validati. Ma siamo ottimisti e speriamo di dare una mano concreta a chi è impegnato in prima linea contro questa terribile emergenza. Stiamo cercando di produrne più possibile, ma non sempre è facile trovare i materiali. Ma siamo qui, siamo una comunità, siamo maker e crediamo nella fabbricazione digitale condivisa. Vogliamo dare il nostro contributo per uscire prima possibile da questo incubo”.

Nel Lazio

Covid-19 makers

Il FabLab Frosinone è attivo per la produzione di visiere protettive disponibili ai medici del territorio. Con la fusione di stampa 3D e taglio laser, forniti dal gruppo Coordinamento Campania Maker, è stato possibile riprodurne numerosi pezzi ora usati in campo!

Grazie a Make a ShapeAssociazione Medici di Famiglia per l’AmbienteAspiin – Azienda Speciale Internazionalizzazione e InnovazioneCamera di Commercio di Frosinone, e con il contributo dei Makers della provincia che hanno aderito all’iniziativa, è nata una collaborazione che è stata in grado di poter superare la barriera fisica della separazione con un’ unione di cuori e menti volti a raggiungere lo stesso scopo: dare un’ armatura ai nostri guerrieri che ogni giorno ce la mettono tutta, per noi.

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Maker Faire Rome – The European Edition si impegna da ben otto edizioni a rendere l’innovazione accessibile e fruibile con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, startup e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere il proprio business, in Italia e all’estero.

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