Espositori 2016


Rocksanne 2A
Rocksanne 2A

Rocksanne 2A

Rocksanne II-A è un missile sonda supersonico lungo 4,3 metri in grado di superare i 10km di quota. Il suo scopo é di portare payload scientifici in quota e poter essere recuperato e riutilizzato.

La struttura del missile è realizzata completamente in carbonio e alluminio, per essere leggera ma robusta e sostenere i carichi del volo.

Il profilo di missione (stabilità, altitudine,velocità, accelerazioni) è stato simulato grazie all’uso del software DATCOM, che fornisce una matrice di coefficienti da utilizzare nel simulatore scritto in MatLab in 2 anni di lavoro dai ragazzi del team di Mission Analysis. L’accuratezza delle simulazioni è stata verificata in galleria del vento e con la campagna di lanci del missile subsonico R1X, lanciato tre volte nel 2014.

Il sistema elettronico è in grado di ricevere da remoto il comando per la partenza, in modo da effettuare il lancio in completa sicurezza; lo stesso sistema di comunicazione, con patch antenna a 868Mhz progettate ad hoc dal team, invia costantemente tutti i dati di telemetria verso la ground station. Sulle pareti esterne del missile sono presenti le patch antenna anche per il gps (1.5Ghz) e la trasmissione video con backup per la telemetria, a 5.8Ghz.

Altra peculiarità del sistema di analisi e controllo in tempo reale del volo è quella di poter tenere cariche tutte le batterie interne al missile (che sono tutte doppie, per ridondanza, con cambio automatico in caso di tensioni anomale) durante la permanenza in rampa in attesa del conto alla rovescia. Le schede elettroniche all’interno del missile sono tutte state disegnate dal team, utilizzano un sistema operativo open source su STM32, MIOSIX, e comunicano tra loro tramite 2 CANbus, ridondati per motivi di sicurezza e di sincronia dei pacchetti.

Il vano Payload é lungo 40cm e può contenere fino a 5Kg di payload di vario genere a fine scientifico come sensori o strumentazione tecnica e si interfaccia con il resto del sistema tramite CANbus, RS485 o RS232/UART, a seconda delle necessità.

Il vano deployment contiene due paracadute pilota (drogue) e una vela guidata (ala di Rogallo). Il primo drogue, conico con foro apicale, rallenta il missile dalla velocità di apogeo (che potrebbe superare i 50m/s) a 25 m/s. Intorno ai 5’000 metri di quota si apre il secondo paracadute cruciforme che rallenta il missile a 10m/s. In queste condizioni, se il meteo lo consente, é possibile aprire l’ala di Rogallo, che permette di guidare il missile fino alla zona d’atterraggio scelta. Tutto il rientro é gestito automaticamente da un algoritmo sviluppato nel corso dell’ultimo anno dal team di controllo.

Il profilo Von Kármán dell’ogiva é stato scelto perchè il più efficiente per il range di velocità del missile, fornendo l’interfaccia a drag minore. L’ogiva è stata realizzata nella sua quasi totalitá in fibra di carbonio eccetto per la punta, in alluminio, necessaria per sostenere le alte temperature dovute all’attrito causato dal regime supersonico.

A seconda delle necessità della missione, vi sono due differenti propellenti utilizzabili nel motore: il primo per lanci in quota intorno ai 6000 metri con accelerazione di 8g e velocitá mach 1.8. Un secondo profilo per quote di 11’000 metri, accelerazione di 12g e mach 2.2.

La rampa, lunga 7 metri, è stata realizzata utilizzando delle truss standard da stage, su una base appositamente progettata.

Il progetto è sponsorizzato in gran parte dal Politecnico di Milano, finanziato da aziende locali, appassionatesi alla missione.
Italy


Rocksanne 2A

Skyward Experimental Rocketry

L'associazione nasce sotto il nome di ''ASMA Experimental Rocketry,'' frutto della passione per l'esplorazione spaziale e l'astronomia di alcuni studenti del Politecnico di Milano residenti all'interno della stessa residenza studentesca.

Nel primo anno di attività viene progettato e costruito il primo missile, il Fe-1, che a causa della costruzione domestica di tutti i componenti, non riuscì mai a volare.

Nel febbraio 2012 i ragazzi di ASMA organizzano un incontro con i professori del dipartimento di ingegneria aerospaziale. In questo incontro viene esposto ai professori il futuro ''programma Rocksanne'' e viene avanzata una prima richiesta di collaborazione.

Nell'aprile 2012 l'associazione no-profit viene ufficialmente costituita e cambia nome in Skyward Experimental Rocketry. Giovanni Pandolfi nel ruolo di presidente e Michele Messina con la carica di vicepresidente sono da questo momento a guida del team composto da 20 persone per la prima fase del programma Rocksanne: il missile Rocksanne I-X.

Il primo lancio dell'associazione è registrato il 28 Novembre 2013 a Roccaraso, in Abruzzo. Il missile raggiunge una quota di 969m per poi ricadere sulla neve. L'evento è un successo parziale per via di un malfunzionamento nel sistema di apertura del paracadute.

Nella campagna di lancio a Roccaraso dal 6 all'8 giugno 2014 si assiste ad un doppio lancio di Rocksanne I-X e, senza problemi nell'attrezzatura di bordo, il missile viene recuperato dopo l'atterraggio con il paracadute. Le quote massime raggiunte con i due lanci sono rispettivamente 939m e 1100m.

I suddetti lanci differiscono solamente per il materiale di costruzione del fincan: nel primo lancio è in fibra di vetro e nel secondo è in fibra di carbonio. La leggera modifica del missile per il secondo lancio è stata codificata con un nome ''Carbon Tail, ''da cui il nome R-IX CT. Quest'ultimo ha raggiunto la quota sopracitata alla velocità di 533km/h con 6,8g di accelerazione massima.

A seguito di questa missione è cominciata la progettazione del missile R2A, che si conclude con l’inizio della realizzazione dello stesso a inizio 2016.


  B1 (pav. 5) - Skyward Experimental Rocketry
 2016

Eventi legati al progetto

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Dati aggiornati il 13/12/2020 - 23.41.04