Dal rover degli studenti al progetto Uranus, alla Maker Faire Rome 2025 l’automazione del futuro
Li trovate nello spazio B della Maker Faire Rome 2025, in programma dal 17 al 19 ottobre al Gazometro Ostiense. E rappresentano quanto di meglio ci riserverà il futuro in fatto di robotica e automazione. Vi raccontiamo alcuni progetti. Siamo sicuri che la vostra curiosità vi farà da guida. In caso abbiate bisogno di un aiuto, QUI c’è la mappa per orientarsi.

Multilingual Robot
Vasu Renganathan (University of Pennsylvania – Department of South Asia Studies) porta alla Maker Faire Rome, il suo Multilingual robot, dispositivo innovativo che misura oggettivamente la validità della tosse nei pazienti critici, trasformando valutazioni mediche soggettive in dati scientifici precisi.
Sviluppato da medici anestesisti ed ingegneri, utilizza sensori e algoritmi proprietari per rivoluzionare le decisioni cliniche nelle terapie intensive. Tecnologia con domanda di brevetto depositata. Una soluzione che aiuta a prendere decisioni cliniche rilevanti, per ridurre le degenze ospedaliere e mortalità nei pazienti e ottimizzare le risorse sanitarie attraverso l’innovazione biomedica.
Kairos 2.0, il rover degli studenti
A Milano, un’associazione studentesca ha trasformato un’idea in missione. Kairos 2.0 è un rover realizzato interamente da studenti provenienti da diverse facoltà, unendo ingegneria, informatica e tanta passione. Diversamente dagli altri progetti che raccontiamo qui, Kairos 2.0 lo trovate nello spazio M12.
«Abbiamo imparato sul campo: progettazione, test, errori. Ma ogni passo ci ha avvicinato di più al nostro obiettivo», raccontano i ragazzi di [R]overTech. Il rover è pensato per esplorare ambienti complessi, dotato di sensori, bracci meccanici, videocamere. Oltre alla tecnologia, c’è il senso del fare insieme. Una vera e propria palestra di futuro, dove il lavoro di squadra è il carburante che accende l’innovazione.

Uranus
Uranus è un robot umanoide nato in una cameretta e cresciuto con la passione. Da una piccola associazione non profit e da un sogno coltivato negli anni nasce Uranus, il primo robot umanoide da 80 cm costruito dal team Elettra Robotics Lab. Non è solo un prototipo: è il frutto di anni di studio, esperimenti e notti passate a scegliere i motori giusti con un budget limitato.
«Volevamo superare i limiti dei modelli precedenti e realizzare un robot che potesse davvero interagire con l’ambiente», raccontano. Così è nato Uranus, con 24 gradi di libertà, orientato alla robotica di servizio.La motivazione? Non la sfida tecnica in sé, ma il desiderio di ispirare altri giovani a credere che, anche partendo da una cameretta, si può costruire un robot e forse anche un futuro.

Human-Centred Robotics
Bernardo Brogi, Tommaso Lisini Baldi, Maria Pozzi, Gionata Salvietti e Domenico Prattichizzo sono i papà di un progetto di ricerca avanzata che combina robotica centrata sull’uomo e tecnologie aptiche indossabili. Rappresenta la frontiera della ricerca in robotica collaborativa e interfacce tattili. Li trovate QUI.
Vedi tutto il programma sul sito di Maker Faire
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