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Barbara Marcotulli

IA in Italia: cresce la fiducia ma resta il divario di competenze

Il 2025 dell’IA in Italia: tra ottimismo, utilizzo diffuso e poca consapevolezza

Il Quinto Rapporto Ital Communications-IISFA fotografa un’Italia più aperta all’IA, ma ancora fragile sul fronte della cybersecurity, della privacy e dell’alfabetizzazione digitale.

Nel 2025, il rapporto tra gli italiani e l’Intelligenza Artificiale mostra segnali di crescente fiducia e familiarità. Il 21% dei cittadini si dichiara molto ottimista rispetto agli sviluppi futuri dell’IA (era il 16% nel 2024) e il 77% utilizza strumenti e applicazioni basati su questa tecnologia, contro il 69% dell’anno precedente. Tuttavia, solo il 7% afferma di avere una conoscenza approfondita della materia, un dato stabile rispetto al 2024. È quanto emerge dal Quinto Rapporto Ital Communications-IISFA (Associazione Italiana Digital Forensics) “L’Intelligenza Artificiale in Italia. Come sta cambiando la nostra società”, realizzato dall’Istituto Piepoli e presentato al Senato della Repubblica. La ricerca analizza il cambiamento nella percezione e nell’utilizzo dell’IA da parte degli italiani, valutando anche le implicazioni in termini di sicurezza, privacy, informazione e lavoro.

Generative AI sempre più diffusa: interesse in aumento, formazione in ritardo

L’indagine rivela come l’IA venga percepita sempre più come un supporto utile alla vita quotidiana e lavorativa: il 18% degli intervistati (contro il 13% nel 2024) afferma di potersi affidare con fiducia ai sistemi di Intelligenza Artificiale. Cresce anche l’interesse ad approfondirne la conoscenza, con l’81% che desidera saperne di più (rispetto al 77% del 2024). Tuttavia, solo il 27% sente realmente l’esigenza di migliorare le proprie competenze, e metà degli intervistati ammette di saperne solo “qualcosa”. Sul fronte della Generative AI, nel 2025 il 60% delle persone dichiara di sapere cos’è (contro il 51% nel 2024) e il 61% si affida a questi sistemi, apprezzandone velocità, efficienza e capacità di liberare tempo per attività più creative. Il 40% degli utenti afferma di usarli più di prima, con un livello di soddisfazione alto per il 19% e discreto per due terzi degli intervistati.

Sicurezza informatica e disinformazione: i rischi percepiti dell’IA

Resta però alta la preoccupazione per la sicurezza informatica: il 67% teme che l’IA possa rappresentare una minaccia, e solo il 10% si ritiene in grado di riconoscere rischi e attacchi digitali. Le aree considerate più critiche sono la sicurezza dei dati, la privacy, la regolamentazione e l’etica. Il 96% degli italiani evidenzia problemi legati alla qualità e all’affidabilità dell’informazione: fake news, affollamento di notizie, fonti poco chiare e l’enfasi eccessiva sulle notizie negative contribuiscono a una generale perdita di fiducia nei media. L’impatto dell’IA sul lavoro è un altro tema centrale: si teme una riduzione dell’occupazione, anche nei settori ad alta specializzazione, e una possibile omologazione dei contenuti. Si evidenzia dunque la necessità di una formazione continua e certificata, che coinvolga scuole, università e lavoratori.

Il ruolo delle istituzioni: regole, formazione e collaborazione per un’IA inclusiva

Durante la presentazione del Rapporto al Senato, numerose personalità istituzionali hanno sottolineato l’importanza di una regolamentazione chiara e di un confronto costante tra politica, scuola, imprese e cittadini. Andrea Paganella (Segretario di Presidenza del Senato) ha definito l’IA un tema epocale, mentre Roberto Marti (Presidente della Commissione Cultura del Senato) ha ribadito l’urgenza di definire nuove linee guida normative. Walter Rizzetto (Presidente Commissione Lavoro della Camera) ha richiamato l’attenzione sul legame tra IA, mercato del lavoro e formazione STEM, sottolineando il rischio di un divario crescente. Andrea Mascaretti, Toni Purcaro, Gerardo Costabile e altri esperti hanno infine ribadito la necessità di investire in cultura digitale, consapevolezza, sicurezza e alfabetizzazione tecnologica, affinché l’IA sia davvero uno strumento inclusivo, utile e sicuro per tutti.

 

Fonti: RAPPORTO ITAL COMMUNICATIONS-IISFA:
Immagine di copertina: credit: Vatican News
Barbara Marcotulli

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