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Acqua potabile dal sole e dall’aria

Dall’aria all’acqua: i pannelli solari che producono acqua potabile nei climi aridi

Nelle regioni desertiche e scarsamente servite del sud della Spagna, così come in altre aree a rischio idrico come Marocco e Namibia, una tecnologia innovativa sta cambiando il modo in cui le comunità accedono all’acqua potabile. Si tratta di pannelli idrici off-grid in grado di estrarre acqua dall’aria utilizzando esclusivamente l’energia del sole. In un mondo dove la scarsità d’acqua è una delle principali sfide ambientali e umanitarie, questi dispositivi rappresentano una soluzione concreta, sostenibile e replicabile ovunque.

Questi pannelli non necessitano di elettricità, né di infrastrutture idriche o di collegamenti a reti centralizzate. Sono completamente autonomi: funzionano in modo silenzioso, con minima manutenzione, e possono essere installati su tetti di case, scuole o ambulatori. Anche in zone con umidità relativa bassa (intorno al 15%), ogni modulo può produrre tra i 3 e i 5 litri di acqua potabile al giorno — una quantità sufficiente per dissetare una famiglia con due o tre pannelli. Un approccio decentralizzato che sta portando benefici reali dove la carenza d’acqua è una realtà quotidiana.

Come funziona: la tecnologia dei pannelli idrici solari

Alla base di questa innovazione c’è una tecnologia semplice quanto ingegnosa. Ogni pannello contiene al suo interno un materiale igroscopico — sostanze capaci di assorbire e trattenere l’umidità presente nell’aria, anche quando questa è estremamente scarsa. Questo materiale funziona in modo simile a una spugna molecolare, attirando le molecole d’acqua anche nei climi desertici. Durante il giorno, l’energia solare riscalda il pannello, facendo evaporare l’umidità assorbita. Il vapore così generato viene poi convogliato in una camera di condensazione, dove si raffredda e si trasforma in acqua liquida. Prima di uscire dal rubinetto integrato, l’acqua passa attraverso un filtro minerale che ne migliora il gusto e la qualità, rendendola perfettamente potabile.

A differenza di soluzioni come la desalinizzazione — che richiede grandi quantità di energia e produce residui salini — o l’estrazione di acque sotterranee, spesso non sostenibile, questa tecnologia non impatta negativamente l’ambiente. L’acqua prelevata è quella già presente nell’atmosfera, in un ciclo continuo e rigenerabile.

Un’innovazione globale: tecnologie simili nel mondo

La tecnologia dei pannelli idrici solari rientra in un settore in rapida evoluzione noto come Atmospheric Water Generation (AWG), ovvero la generazione di acqua atmosferica. Diversi progetti in tutto il mondo stanno esplorando approcci alternativi per estrarre acqua dall’aria, con diverse fonti energetiche, materiali e capacità produttive.

Tra i sistemi più noti c’è Watergen, sviluppato in Israele. A differenza dei pannelli solari passivi, Watergen utilizza un compressore elettrico per raffreddare l’aria e condensare il vapore in acqua. Può generare anche fino a 100 litri al giorno per persona, ma necessita di una fonte elettrica stabile e infrastrutture più complesse. È stato impiegato in situazioni d’emergenza in India, Filippine e Stati Uniti.

Un altro esempio è il progetto FogNet in Cile e Perù, che sfrutta reti verticali tese in alta quota per catturare la nebbia. Le minuscole gocce d’acqua si depositano sulle reti e scivolano in appositi contenitori. È una soluzione passiva e molto efficace in zone come l’altopiano andino, ma funziona solo in presenza di correnti marine umide come El Niño.

Da segnalare anche il progetto Warka Water, ideato dall’architetto italiano Arturo Vittori, che fu presentato proprio a Maker Faire Rome nel 2014. Si tratta di una torre in bambù e tessuto che raccoglie l’umidità notturna e la condensa in acqua potabile, pensata per i villaggi rurali africani. È un esempio perfetto di tecnologia low-cost, sostenibile e adatta all’autocostruzione da parte delle comunità locali.

Infine, aziende come Airdrop Irrigation in Australia hanno sviluppato dispositivi agricoli che assorbono l’umidità sotterranea tramite tubi geotermici, portandola in superficie per l’irrigazione. Anche se non produce acqua potabile, è un esempio di come l’AWG possa supportare l’agricoltura in contesti estremi.

 

Fonti: Sebastien Poulin via Linkedin
Immagine di copertina: Hazagua
Barbara Marcotulli

Maker Faire Rome - The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l'innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, imprese che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all'estero.

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