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Bermix Studio via Unsplash

Un sapone potrebbe prevenire il melanoma: la scoperta di un giovanissimo scienziato

Il sapone che sfida il melanoma: l’invenzione geniale di un quindicenne

Si chiama Heman Bekele, ha solo 15 anni e nel 2024 è stato eletto “Kid of the Year” dalla rivista TIME per un’idea che potrebbe cambiare il futuro della lotta al cancro alla pelle. Il suo progetto? Un sapone anti-melanoma, dal costo simbolico di appena 50 centesimi. Dietro questa invenzione apparentemente semplice si cela una visione ambiziosa: rendere la prevenzione e il trattamento del melanoma accessibili a tutti, soprattutto a chi vive in contesti con scarsi mezzi e alta esposizione solare. L’idea è nata osservando la realtà dei lavoratori esposti al sole nel suo Paese d’origine, dove le cure oncologiche sono spesso fuori portata. Così è nato lo Skin Cancer Treating Soap (SCTS): una saponetta scientificamente formulata per aiutare a prevenire – e forse un giorno anche a curare – il cancro della pelle più aggressivo.

Melanoma: perché è tra i tumori più pericolosi

Il melanoma è una forma di cancro cutaneo che, sebbene rappresenti solo una piccola parte dei tumori della pelle, è tra i più letali. Origina dai melanociti, le cellule che producono la melanina, e può rapidamente diffondersi ad altri organi se non diagnosticato in tempo. Tra i principali fattori di rischio c’è l’esposizione ai raggi UV, soprattutto senza protezione adeguata. Ma contano anche la familiarità, il colore della pelle, la presenza di molti nei e il patrimonio genetico. Solo negli Stati Uniti vengono diagnosticati ogni anno oltre 100.000 nuovi casi e oltre 7.000 decessi. Il dato più inquietante? A livello globale, negli ultimi due decenni l’incidenza del melanoma è aumentata significativamente nei paesi a prevalenza di pelle chiara, attribuito sia ai cambiamenti comportamentali (esposizione solare, abbronzature) sia a migliori diagnosi precoci. In particolare, preoccupa la sua incidenza tra i giovani adulti, in particolare tra le donne sotto i 40 anni. 

Il sapone che libera il potere del sistema immunitario

Il sapone ideato da Bekele è tutt’altro che un detergente qualunque. Al suo interno contiene ingredienti già usati in dermatologia, come acido salicilico, acido glicolico e tretinoina, noti per le loro proprietà esfolianti e rigeneranti. Ma l’aspetto più innovativo è l’inserimento di imiquimod, un immunostimolante già approvato per il trattamento di alcune lesioni precancerose e tumori cutanei. L’imiquimod attiva specifiche cellule del sistema immunitario – le cellule dendritiche – che riconoscono ed eliminano le cellule cancerogene. Bekele ha poi studiato un sistema di nanoparticelle lipidiche che permette il rilascio controllato degli ingredienti sulla pelle, mantenendone l’efficacia anche dopo il risciacquo. Questo approccio permette un’azione prolungata e potenzialmente terapeutica, senza richiedere applicazioni continue o complesse.

Una visione globale: accessibilità, prevenzione e nuove frontiere

Ciò che rende il progetto di Bekele ancora più rilevante è la sua applicabilità globale. Con un costo di produzione inferiore a 50 centesimi di dollaro, il sapone potrebbe diventare uno strumento di prevenzione quotidiana in aree del mondo dove l’accesso a diagnosi e terapie oncologiche è limitato. Al momento, il prodotto è ancora in fase di sviluppo preclinico, con test in laboratorio e su modelli animali. Saranno necessari ulteriori studi per confermare la sicurezza e l’efficacia sull’uomo, ma l’entusiasmo della comunità scientifica è palpabile. Inoltre, il potenziale di questo sapone va oltre il melanoma: l’azione dell’imiquimod, insieme agli altri ingredienti, potrebbe rivelarsi utile anche contro altri tumori della pelle, come il carcinoma basocellulare, o condizioni dermatologiche comuni come psoriasi, acne e verruche virali.

Ci sono, ovviamente, precauzioni da considerare: ad esempio, gli ingredienti attivi possono causare irritazioni, allergie o fotosensibilità, soprattutto nelle persone con pelle sensibile. Ma con studi adeguati e un corretto impiego, questo sapone potrebbe davvero segnare un punto di svolta. Heman Bekele non ha solo creato un prodotto innovativo: ha lanciato un messaggio potente: con un costo stimato di produzione davvero esiguo, questo sapone potrebbe diventare uno strumento di prevenzione di massa, soprattutto nei Paesi dove le cure oncologiche sono inaccessibili per ampie fasce della popolazione. Rendere la prevenzione una pratica quotidiana e alla portata di tutti potrebbe abbattere le disuguaglianze sanitarie legate al cancro della pelle, in particolare in regioni con alta esposizione solare e scarse risorse sanitarie.

Al momento, il sapone è ancora in fase sperimentale. Non sono ancora stati avviati studi clinici sull’uomo, ma Bekele, in collaborazione con scienziati e ricercatori, sta conducendo test di laboratorio, inclusi esperimenti su modelli animali. L’obiettivo è ottimizzare la formulazione e dimostrarne l’efficacia e la sicurezza prima di passare a una distribuzione su larga scala.

 

Fonti: Time
Immagine di copertina: Bermix Studio via Unsplash
Barbara Marcotulli

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